HAPPY NEW EARS! – Il paesaggio sonoro

Definizioni, esperienze, visioni e pratiche artistiche in una conversazione estesa con Martina Raponi, Francesco Fonassi e Francesco Giannico.

Questa intervista è nata qualche mese fa a Venezia quando, in occasione della presentazione del suo libro Strategie del Rumore(Auditorium, 2015), ho incontrato Martina Raponi. Discutendo della sua pubblicazione e dei nuovi orizzonti possibili per le pratiche rumoriste, è emersa un’attenzione comune al concetto di paesaggio sonoro, che ha portato alla necessità di approfondire l’argomento coinvolgendo due artisti italiani, Francesco Fonassi e Francesco Giannico (che, oltre a intraprendere un percorso artistico individuale, è co-fondatore di AIPS – Archivio italiano paesaggi sonori).

Sin dalla sua prima apparizione, il «Paesaggio Sonoro» – espressione coniata da Raymond Murray Schafer – è stato contraddistinto da una continuità temporale che lo ha reso estremamente mutevole e del quale tutti noi dobbiamo sentirci co-autori, più o meno volontari e consapevoli. Tale nozione si è prestata e si presta oggi a studi e applicazioni amplissime, a partire dall’analisi del territorio, delle relazioni sociali, da intendere come spazi d’interazione, di conflitto e interferenza, sfociando a un ripensamento percettivo e alla possibilità di ri-immaginare (con «nuove orecchie», come direbbe John Cage) al rapporto e alla localizzazione di due o più corpi in uno spazio. Che potenziale ha, dunque, tale ambito di ricerca? Quali le sue attuali applicazioni? La conversazione che segue tenta di analizzare questi aspetti.

leggi l’intervista integrale qui

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